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RaffArt
a project by Giampaolo Roberto RAFFA
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IL BUDDHA ALLO SPECCHIO

Thailandia - Laos 2013


PORTRAIT OF HUMAN SPIRIT

Tibet - Nepal 2015


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“un viaggio dall’anima al tetto del mondo

Raffart, artista poliedrico in continua evoluzione pronto a cambiare pelle ogni volta che il suo sentire creativo si manifesta.
se l’Arte di di Warhol era una esaltazione a tratti cinica della commercializzazione perfino dell’essere umano, Raffart si ispira a quel linguaggio evocativo, dal cromatismo esplicito e lo utilizza come strumento di denuncia. Osservazione e sperimentazione costituiscono il leitmotiv del suo itinerante sconfinamento tra luogo fisici o emozionali, che gli suggeriscono percorsi sempre nuovi da sondare e  luoghi reconditi da esplorare.
In questo lavoro non si pone domande tipiche di un occidente spesso avvolto da uno strato nebuloso, che ne permea le menti, ma percorre un viaggio attraverso lo spirito umano, dall’anima al tetto del mondo.

HUMAN

2017


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“Human:un viaggio nel mondo attraverso i luoghi dell’anima”.

Questo il titolo della mostra a cura dell’artista Giampaolo Roberto Raffa. Una selezione di 15 scatti, frutto di anni di viaggi e di un’attenta ricerca interiore che alterna grandi spazi di solitudine a incontri di un’umanità sorprendente. Un racconto per immagini che abbraccia i cinque continenti, sconfinando dalla Mongolia all’Africa, dall’India al Tibet, dal Nepal ai confini con la Birmania, per diventare una porta di accesso all’anima dei protagonisti. C’è la persona in rapporto al contesto in cui vive, un mondo fatto di primi piani nitidi e sfondi che via via si fanno sempre più sfocati fino quasi a scomparire per divenire il semplice contorno di un universo ancora più immenso, quello racchiuso nell’animo umano. E se oggi nell’epoca del digitale, lo scatto è ovunque, spesso scontato e banalizzato da eccessi narcisisti ed esibizionistici, l’artista viaggiatore ci porta a pensare che alcune aree geografiche del nostro pineta sono ancora incontaminate da tanta frenesia e conservano intatto il proprio aspetto originario, perché lì, chissà per quanto tempo ancora, non si è spinta la mano dell’uomo e quel progresso giusto ma caotico che tende a uniformare tutto. Una retrospettiva completa che non si limita a mostrare il lato estetico di quei luoghi lontani e incontaminati in cui sopravvive un delicato equilibrio tra natura, animali e ambiente, ma che va oltre quel primo strato di superficiale bellezza per addentrarsi nella fitta trama di sensazioni attraverso i segni del viso di coloro che questi luoghi li abitano. Giampaolo Roberto Raffa spinge l’osservatore a superare ogni barriera geografica, avvia con lui un dialogo, lo trascina in un viaggio in cui le immagini si fanno parola, i colori  musica per cantare la totalità delle percezioni che emanano da quei volti. Il risultato è un mondo sensoriale che stordisce per l’intensità emotiva che genera e perdersi può significare rinascere, nel miracolo operato da un’arte tanto sincera quanto spontanea. Nei 15 scatti c’è l’esperienza culturale ed esistenziale di un artista che si accosta alla vita e soprattutto all’uomo per coglierne il senso, quell’essenza vera che si cela dietro uno sguardo, un sorriso, un gesto, in contrasto con la fretta inesausta che caratterizza lo smarrimento dell’uomo contemporaneo. Volti a tratti inquietanti per l’abisso che spalancano davanti ai nostri occhi, a tratti invece fonte di positività per la forza vitale che li pervade, sguardi che catturano in un ricercato gioco di luci e ombre ricordandoci che spesso l’armonia delle immagini, riesce a colmare anche quel vuoto esistenziale manifestando il miracolo della vita.

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